Mese: giugno 2017

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Invito al pensiero

In questa sezione il nostro sito vuole ospitare i pensieri dei nostri soci ed anche dei nostri simpatizzanti, lettori e studiosi sui temi filosofici che maggiormente hanno a che fare con la nostra quotidianità. Ciò che da sempre guida le attività della sezione di Ancona della Società Filosofica italiana è, infatti, il pensiero di una filosofia come sapere per tutti   per due ragioni molto semplici:

  • tutti gli esseri umani, in quanto soggetti dotati di pensiero, possono conseguire una conoscenza filosofica dei problemi: «La verità della filosofia (ed è un segreto ben custodito) è che moltissime persone possono praticarla. Concezioni senza tempo sulla condizione umana sono accessibili a tutti» (Lou Marinoff);
  • in tutte le fasi evolutive della vita dell’uomo è possibile assumere un atteggiamento filosofico: «Le persone cominciano presto a pensare ai problemi filosofici: se ciò che vediamo esiste davvero, se e come possiamo conoscere, se qualcosa è giusto o sbagliato, se la vita ha significato, se la morte è davvero la fine» (T. Nagel).

Questo pensiero, se da un lato incontra le perplessità del mondo accademico che interpreta il tema dell’aristocrazia filosofica come esclusiva questione di metodo e di linguaggio, dall’altro fonda la propria ragione d’essere proprio sull’identità del filosofo così come è stata accreditata dalla tradizione stessa: il filosofo è colui che non pretende affatto di conoscere la verità, né di insegnarla agli altri. Non sapiente, ma amico della sapienza, egli è alla ricerca sempre di una saggezza che lo aiuti a vivere. Per questo il filosofo non nega mai il diritto di cittadinanza – entro la propria riflessione – ad un problema e al suo ineliminabile intreccio con la fatica di vivere: «si è scritto per centinaia di anni su questi problemi, ma il materiale filosofico grezzo viene direttamente dal mondo e dalla nostra relazione con esso, non dagli scritti del passato. Ecco perché quei problemi si ripresentano continuamente nella testa della gente che non ha letto nulla in proposito» (T. Nagel). L’apertura all’ esperienza e alla ricerca filosofica, dunque, è una scelta educativa, quella di invitare tutti ad avvalersi di uno strumento critico del vivere quotidiano, a trovare uno scopo ed un senso nella vita. Di tutto ciò c’è oggi un immenso bisogno, per questo è ormai diventata storia perfino ciò che solo un decennio fa sembrava follia: l’alfabetizzazione filosofica precoce. Occorre, tuttavia, una cautela: in un mondo in cui perlopiù ci si esprime per slogan ed in cui il dialogo stesso è assunto a strumento di seduzione, alla filosofia occorre rivolgersi soprattutto per chiedere sostegno e guida al rigore metodologico ed argomentativo, alla coerenza tra il dire ed il pensare e, soprattutto, alla ricerca del vero.

Bianca Maria Ventura

 

 Inviare le riflessioni alla segreteria SFI di Ancona